Mente e Combattimento prima parte

salute e benessere

Il sistema uomo è una struttura altamente complessa che agisce secondo tre semplici sistemi operativi: uno è il sistema operativo che gestisce i processi mentali, un altro è quello che ha in gestione le emozioni, il terzo è il gestore degli istinti e delle pulsioni fondamentali.

Questi tre sistemi, con i relativi software gestionali, molto spesso sono in conflitto tra di loro e si comportano come se non facessero parte dello stessa realtà: la nostra testa ignora i desideri del cuore, le

nostre emozioni sono in conflitto con le pulsioni vitali, e queste ultime mandano in tilt il corretto ragionare.

Una delle ragioni principali di conflitto è che il software mentale,

specie nella parte più superficiale (la logico-razionale) interferisce

con gli altri due, pretendendo di gestirli e di definirne le funzioni

operative. Nella cieca presunzione “di un sapere autoreferenziale”

non si rende conto che le sue qualità, per quanto nobili e raffinate,

utili in precisi contesti, sono poca cosa in quelli in cui è in gioco la

sopravvivenza, specie se non sono armonizzate con il cuore (software

emozionale) e vivificate dall’istinto vitale (software istintuale).

E’ questo che hanno capito sperimentalmente i maestri del passato,

che hanno elaborato e messo a punto gli antichi metodi d’allenamento

per travalicare l’eventuale interferenza della mente e allinearla all’agire

spontaneo dello spirito in modo che il nostro corpo, in qualsiasi

situazione, si muova potente e fluido.

Mente vuota è definito dai maestri questo stato della mente non-interferente.

Definizione che ha generato, specie fra i praticanti occidentali, confusione e frustrazione facendo pensare a mente vuota

come uno stato di assenza di processi mentali.

La mente non si può s-vuotare come una bottiglia della sua acqua.

Il vuoto si riferisce all’assenza di tensioni e d’interferenze non di processi mentali. Errore paradigmatico che in molti

praticanti, specie di meditazione, ha portato squilibrio e alienazione: la meditazione non serve per s-vuotare la mente,

ma per portare ordine e armonia.

Tutte le arti marziali in passato avevano nel loro bagaglio queste conoscenze e i relativi metodi d’allenamento psicoenergetici,

solo che quelle esterne nella loro corsa verso l’agonismo sportivo, verso la ricerca del gesto tecnico-atletico

progettato e guidato dalla mente conscia in funzione di precise performance, le hanno quasi completamente perse: quelle

interne, per loro intrinseca natura, le hanno mantenute, e in particolare, per quanto riguarda l’efficacia pratica e immediata

in combattimento, l’arte interna dello Xin Yi Quan è quella che più di tutte le ha preservate.

XIN YI LIU’ HE QUAN

Xin (cuore) Yi (mente) Liù (sei) He (armonie) Quan (boxe) –la boxe del cuore e della mente, delle sei armonie e dei

dieci animali– è il nome di questo antico stile di arte marziale interna, nome che come una carta costituzionale, ne definisce

i principi fondamentali e traccia in maniera chiara il percorso operativo di pratica. Carta costituzionale che definisce

i “poteri istituzionali” dei vari membri – Yi (intelligenza), Xin (emozioni), Dieci Animali (istinto – potere fisico) – e i

relativi “rapporti istituzionali”- Liù He (Sei Armonie) – che questi devono intrattenere fra di loro.

Potere dello Yi inteso in tutte le sue molteplici sfaccettature: dalla volontà alla consapevolezza, dalle capacità cognitive

razionali alle intuitive.

Potere dello Xin con tutti i suoi aspetti legati alle diverse dimensioni emozionali (coraggio, paura, rabbia) e ai rapporti

che esse hanno con la mente e con il corpo.

Potere dei dieci animali come principio attivatore delle qualità istintive e dei poteri selvaggi del corpo.

Liù Hè (Le sei armonie) come linee di comunicazione per regolare

a) sia i sottili rapporti interiori tra le qualità prettamente umane (Yi e Xin) e quelle istintive e selvagge che condividiamo

con gli animali,

b) sia i rapporti dinamico-strutturali tra le diverse parti (alta/bassa, posteriore/anteriore, destra/sinistra) e le forze in

gioco (centralizzata/periferica, interna/esterna) del corpo.

Xin (cuore) non inteso solo come organo fisico, ma come qualcosa di molto più vasto e coinvolgente, dove l’organo

fisico non è solo la manifestazione materiale di forze ed

energie che sostengono e nutrono l’essere umano, ma è

anche centro d’interscambio multidimensionale in cui

l’energia vitale (Qi) si trasforma in energia spirituale

(Shen), la fredda razionalità si scalda al calore delle passioni,

la forza immaginifica della mente, filtrata come la

luce in un cristallo, dispiega tutte le sue sfumature cromatiche sciogliendo tensioni e blocchi, attivando poteri ed energie fisiche e mentali (calma, serenità, coraggio).

Nel cuore il pensiero si fonde nell’azione e l’istinto selvaggio dell’animale allo stato brado si armonizza con le qualità umane della mente, realizzando l’armonia funzionale interattiva tra intelligenza, emozioni, istinto.

Allenare il cuore significa trasformare l’energia delle pulsioni vitali (istinto di sopravvivenza, lotta, fuga) allineandola alle nostre intenzioni, affinché non ci sia conflitto tra ciò che la mente vuole e il cuore desidera, significa farlo pulsare al giusto ritmo così da regolare non solo il flusso sanguigno, ma anche il flusso dei pensieri, evitando che diventando caotici e confusi offuschino lo specchio della mente.

Yi (mente): non solo processi mentali, ma anche qualità interiori (volontà, attenzione, concentrazione, coscienza, consapevolezza), non solo razionalità ma anche intuizione,

non solo linguaggio ma anche azione, non solo cervello ma anche cuore.

Cuore che con il suo ideogramma alla base dell’ideogramma Yi ci fa capire ancora di più il loro profondo legame e ne definisce la reciproca relazione, che vede il cuore sostenere la mente nel suo pensare, aiutarla a discernere la qualità dei pensieri, filtrandone gli umori negativi.

Legame mente/cuore che rappresenta una delle più antiche e arcaiche intuizioni dell’umanità, oggi realtà scientifica (Cfr. Scienza, Tao e Arte del Combattere – F. Daniele) che i maestri hanno imparato a usare non solo per fare in modo che il coraggio del cuore, privo della capacità discriminante e riflessiva della mente, sfociasse nella temerarietà impulsiva; e che la mente, priva della compassione del cuore, diventasse spietata e insensibile, ma anche per attivare forze ed energie nascoste nella profondità del nostro corpo.

Nello Yi, nel suo manifestarsi come volontà/intento, c’è il segreto per cogliere lo spirito animale, nel cuore il segreto per governarlo e farlo diventare potere, nel sistema nervoso gli strumenti per realizzarlo.

Liù he, questo principio, è diviso in due parti: “Nei San He” – le tre armonie interne – e “Wei San He” – le tre armonie esterne –

Armonie esterne: mano in armonia con piede * gomito in armonia con ginocchio * spalla in armonia con anca.

Armonie interne: Spirito / Intenzione, * Intenzione / Qi, * Qi / forza

Attraverso la pratica dello Xin Yi Quan noi non facciamo altro che riscoprire e attivare questo profondo legame tra mente e cuore.

Legame rinforzato dal lavoro interiore (Nei Dan) di sincronizzazione tra lo spirito (Shen) e l’intento o volontà della mente (Yi), tra l’energia vitale (Qi) e la forza interna (Nei Jin); e dal lavoro interno strutturale (Nei Gong) di sincronizzazione neuro-motoria e di connessione interna di mano/piede, gomito/ginocchio, spalla/anca.

Sincronizzazione motoria e connessione interna che si realizzano nel dantian addominale, centro di comando dove confluiscono e si dipartono tutti i percorsi e i campi di forza del corpo, dove l’essenza vitale (Jing) si trasforma in soffio o energia vitale (Qi).

Forza interna che, a sua volta, guidata dall’intento della mente scorrendo lungo le sette linee di forza (Cfr. I Tre Poteri Segreti del Taiji Quan – F. Daniele) che collegano in struttura mano/piede, gomito/ginocchio, spalla/anca, li fa muovere sincroni in perfetta armonia fisica e mentale.

SHI TA XIN – I DIECI ANIMALI

4 mammiferi: Tigre – Orso – Scimmia – Cavallo

4 uccelli: Aquila – Gallo – Falco – Rondine

2 rettili: Drago – Serpente

Lo Xin Yi s’ispira agli animali che combattono per la loro sopravvivenza e agiscono nel modo più selvaggio possibile.

Non si attende, né si arretra, si attacca diretti, letali, rapidi, implacabili.

Lo Xin Yi è il predatore, il nemico la sua preda.

Obbiettivo primario è quello di ottenere lo spirito animale, una qualità nel muoversi, nel percepire, nell’essere, che caratterizza questo stile unico e ferino.

Si lavora l’abilità di identificarsi con l’animale, per combattere in quel modo così perfetto, sintesi istantanea di una profonda armonia istintuale.

I dieci animali non sono solo schemi motori funzionali a un efficace e naturale modo di muoversi, dove ogni gesto inutile è bandito, ma rappresentano un sistema di funzioni integrate per sviluppare tutte quelle qualità e abilità necessarie a un

artista marziale completo: mente calma, spirito sereno, agire efficace.

FOTO 2: UNA DELLE SUE POSSIBILI APPLICAZIONI

Ogni figura rappresenta un particolare modo di agire e di essere, di rapportarsi con la realtà, rappresenta e mette in atto strategie differenti in funzione delle differenti situazioni per l’efficacia dell’azione.

Attraverso l’agire spontaneo (Wu Wei) dell’animale s’impara a non cercare di imporre un ordine, uno schema al caos del combattimento con lo studio sterile e inutile di infinite combinazioni tecniche, ma di cogliere il potenziale della situazione in cui siamo coinvolti, e lasciarsi guidare da questo come l’aquila che si lascia guidare dal vento, così che il nostro agire sia sempre adeguato a quello del nostro avversario.

Questo richiede, dal punto di vista pratico operativo, di rovesciare la logica dell’apprendere sempre nuove tecniche, in quella dell’apprendere modi diversi d’applicare la stessa tecnica, e di scoprire le leggi che governano il movimento naturale: come utilizzare i punti chiave del corpo per attivare quei percorsi interni dove la forza scorrendo fluida si manifesta in gesti potenti e bilanciati.

I dieci animali sono come lettere di un alfabeto, secondo come le combiniamo cambiano la loro pronuncia, hanno un differente suono, ottengono un differente risultato. Sono totipotenti come le cellule staminali, si possono differenziare in una serie di sistemi tecnico-tattici basilari in grado di dare luogo a una complessa strategia di combattimento che lascia interdetto l’eventuale avversario.

Complessità strategica che non si acquisisce studiando e cercando di memorizzare innumerevoli combinazioni tecniche stereotipate come fanno alcuni moderni praticanti di discipline di combattimento, ma lavorando schemi motori (percorsi di forza) interni in grado di dare origine alle varie tecniche e al loro intrecciarsi in maniera naturale e spontanea senza bisogno di ragionare, senza bisogno di pensare, ma adeguando, combinando e ricombinando i nostri gesti tecnici in maniera creativa ed efficace.

I movimenti che un corpo può fare sono innumerevoli e altamente complessi, ma si basano su pochi ed essenziali schemi motori interni (Cfr.“Xin Yi Quan la Boxe del cuore e della Mente”, F. Daniele, Ponchiroli Editori), è su questi che bisogna lavorare se vogliamo essere in grado di affrontare qualsiasi avversario senza conoscere prima la sua tecnica di combattimento, senza perdere tempo ed energie a studiare le diverse strategie (boxe occidentale, lotta, judo, karate, ju jitsu ecc.) nella vana, quanto inutile speranza, di riuscire a cogliere il meglio d’ogni arte e fonderlo in una tecnica

superiore che le contenga tutte, non sapendo che ci vogliono anni e anni di pratica per impadronirsi di una qualsiasi disciplina, e ancora di più per estrarne il meglio, e poterlo organizzare in un qualcosa d’organico che non risulti, alla fine, essere un’accozzaglia di tecniche assemblate alla meno peggio.

Schemi motori dotati intrinsecamente di un’intelligente capacità adattiva al mutamento, alla trasformazione.

Su questo si concentra il lavoro dello Xin Yi Quan, non sullo studio delle infinite combinazioni che si possono creare.

Non mira ad accumulare sterili automatismi d’attacco-difesa, ma abilità di usare la stessa tecnica per colpire, per fare una leva o

una proiezione; abilità a adattarsi all’avversario, a mutare un attacco in difesa, senza con questo smettere di attaccare mentre ci si difende.

Ogni figura d’animale bilanciata in sé stessa, rappresenta un equilibrato sistema strutturale interno di forze dinamicamente connesse in grado di modificarsi in continuazione

senza perdere il suo centro di controllo.

Con piccoli e impercettibili movimenti si può riconfigurare la struttura del corpo nello

spazio mutandone posizione, qualità e direzione della forza.

Così, una forza centrifuga s’improvvisa centripeta, una forza ascendente si tramuta in una discendente, una in arretramento può colpire in avanti e così di seguito in una flessibilità operativa senza schemi fissi, ma non di meno assai precisa in termini di strategia di combattimento.

Stessa importanza è attribuita ai 6 poteri, un gruppo di “prerogative” che caratterizzano tutti i movimenti indistintamente in ogni momento, ma sono amplificati ciascuno in un particolare animale al fine di rendere strutturato l’allenamento:

LA VITA DELDRAGO

LE ZAMPE DEL GALLO

LA SCHIENA DELL’ORSO

IL COLLO DELLA TIGRE

L’ARTIGLIO DELL’AQUILA

IL SUONO DEL TUONO

Una vita forte e potente (la vita del drago) in grado di generare non solo una forza distruttiva centrifuga, ma anche di controllare e dirigere il corpo nei suoi repentini cambi di direzione, dinamicamente sorretta da un potente sistema d’ammortizzatori-propulsori (le zampe del gallo) che la mantengono in ogni situazione in perfetto assetto dinamico, così che possa incanalare e trasferire senza sprechi lungo la colonna (la schiena dell’orso) la potente spinta propulsiva del sistema vita-bacino-anche fino al collo (il collo della tigre) e alle mani (l’artiglio dell’aquila).

Il potere del suono è il più esoterico dei sei poteri, e riguarda la capacità di emettere suoni in armonia con i movimenti del corpo in grado, come il ruggito della tigre, di destabilizzare l’avversario.

INFO: www.taichineidan.com – email: neidanschool@gmail.com – cell. 3478701436

About Maurizio Mazzarelli

Istruttore di Qi Gong e Operatore in Massaggio Cinese Tuina
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