Moxa

salute e benessere

La Moxa è un metodo aggiuntivo rispetto al Massaggio Tradizionale Cinese “Tuina”

Le proprietà terapeutiche del calore sono note fin dai tempi più lontani.

L’uomo ebbe modo di sperimentare il senso di benessere causato dal calore del sole prima che venisse scoperto il fuoco attribuendogli successivamente un significato rituale.

Molto presto ne divenne chiaro il vantaggio pratico.

Con la scoperta del fuoco, le società primitive notarono per caso che, applicando calore alla regione addominale, potevano attenuare i sintomi del dolore addominale e il senso di fastidio e pienezza.

Così prese ad evolversi la moxibustione, l’applicazione di calore localizzato in zone specifiche del corpo allo scopo di curare una malattia.

Più tardi questa pratica divenne parte integrante del sistema della medicina cinese, che comprende anche l’uso degli aghi e di erbe.

Nonostante la maggior parte dei principi filosofici e delle conoscenze pratiche su cui si basano questi metodi terapeutici si sia sviluppata in Cina, la parola moxibustione deriva dal giapponese Moe Kusa (erba che brucia).

In Cina esistono le prove che circa 10.000 anni fa veniva utilizzata la cauterizzazione, in seguito agopuntura, massaggio e moxibustione si svilupparono di pari passo.

Diversi erano i materiali usati per applicare il calore: foglie e ramoscelli secchi, carbone di legna, zolfo, ma le foglie secche triturate dell’Artemisia Vulgaris divennero, con il passare del tempo, le più popolari Fig. 1.

Generalmente vengono utilizzati due metodi, uno di questi è detto diretto ed è quello più antico fatto con foglie triturate di Artemisia e modellate a coni (Fig. 2).

Attualmente questo metodo è raramente usato perché si rischia facilmente di bruciare la persona sottoposta a questo trattamento e poi la pelle si macchia di chiazze gialle dovute al fumo che il cono sprigiona.

Il secondo metodo, più diffuso e a mio avviso più efficace fa uso del “sigaro”, cioè la lana di Artemisia ottenuta dalla frantumazione delle foglie – simile alla stoppa – viene pressata e avvolta nella carta (Fig. 3).

Il bastoncino viene acceso sul fornello o con un accendino e avvicinato al punto da trattare, tenendolo ad una distanza di 2-3 cm; il calore risulta spesso estremamente gradevole. Da notare come ogni punto abbia i suoi tempi di saturazione, in base alle proprie necessità di calore ed energia.

Il rossore che si genera è circoscritto al punto oppure si allarga in base alla tecnica utilizzata.

Esistono due metodi di trattamento, il primo viene chiamato “di rotazione”, questo metodo è adatto per problemi cronici in cui occorre tonificare sopra un’area sofferente a causa di influssi perversi, umidi e freddi.

Il secondo viene chiamato “riscaldamento a beccata di passero”, l’estremità accesa del sigaro viene lentamente avvicinata e allontanata dalla pelle in modo che chi è sottoposto al trattamento avverta un piacevole calore.

Quest’ultima stimolazione richiede meno tempo, di solito da 2 a 5 minuti, ed è adatta per problemi meno gravi.

Se possibile, si consiglia di tenere le finestre aperte o arieggiare subito dopo.

Per spegnere il sigaro è necessario introdurlo in un cilindro di metallo chiuso (Fig. 4) o in un vasetto di vetro pieno di sale grosso e lasciarvelo fino al prossimo utilizzo.

La moxa viene applicata spesso nell’ambito sportivo, ci sono punti che vengono tonificati prima di un’attività sportiva per ottenere migliori prestazioni.

Nelle persone comuni e negli anziani alcuni punti, tonificati frequentemente, aiutano a mantenersi in forma e in salute.

Indicazioni

La finalità è quella di ottenere un riequilibrio energetico per apportare benessere dove è venuto a mancare, ovviamente prima di procedere è indicata un’opportuna valutazione energetica.

Si cerca di dare un’idea in sintesi delle applicazioni dell’antica arte della moxibustione e delle problematiche in cui può risultare particolarmente utile.

La moxa viene utilizzata principalmente nei disturbi aggravati dal freddo e dall’umido, un tipico esempio è rappresentato dai reumatismi, dall’artrosi, ecc.

L’azione tonificante della moxibustione riattiva il flusso dell’energia e del sangue, inoltre stimola le proprietà specifiche dei punti di agopuntura, risultando utile anche nei seguenti casi: astenia, diarrea, stitichezza, digestione difficile, emorroidi, problemi polmonari, arti freddi, rivolgimento del feto podalico, ecc..

Controindicazioni

Generalmente il trattamento moxa non produce effetti negativi.

L’operatore professionista saprà evitare alcuni punti in base a circostanze particolari, per esempio:

  • Per le donne durante il mestruo si evitano punti che potrebbero stimolare un flusso abbondante.
  • Evitare assolutamente l’applicazione subito dopo i pasti.
  • Evitare quando non si sente il bisogno di calore.
  • Evitare il trattamento dopo essere stati esposti per molto tempo al sole.

Continua a leggere→

Massaggio Cinese | Moxa | Coppette

Lascia un commento