L’angolo del Tè

salute e benessere

 

FotoSketcher - pianta tè verde-2Un po’ di storia naturale….

 

Il tè proviene dalle foglie e dai germogli della Camellia sinensis, un sempreverde, legnoso, della famiglia delle Theaceae.

 

La Camellia sinensis è originaria del sud est asiatico e cresce allo stato spontaneo in un’area compresa tra il nord-est dell’India, la Birmania settentrionale, la Cina sud-orientale e il Tibet.

 

Comprende due varietà principali allo stato selvaggio:

 

varietà sinensis coltivata in Cina con foglie piccole e crescita lenta ma estremamente robusta che arriva a 2-3 metri di altezza e che vive anche cent’anni;

 

varietà assamica con foglie più grandi e a crescita più veloce, originaria della regione indiana dell’Assam, può raggiungere  anche i 20 metri di altezza ma non vive oltre i cinquant’anni.

 

La pianta per poter crescere rigogliosa necessita di temperature che devono essere comprese tra i 12° e i 35°C e le precipitazioni devono essere abbondanti ed uniformi.

 

Per agevolare la raccolta delle foglie le piante vengono mantenute ad un’altezza comoda la cosiddetta “tavola di raccolta” ovvero si mantiene la potatura tra 120 e 150 cm.

 

Le piante del tè vengono coltivate normalmente a 2500 metri d’altitudine perciò i tè di alta quota sono sempre ritenuti i migliori e vengono richiesti per il loro raffinato sapore, per il loro pregiato aroma e per il loro incredibile gusto.

 

La pianta in tempo di fioritura, si riempie di piccoli fiori bianchi simili a roselline con pistillo giallo di un colore quasi dorato il cui profumo inebria l’aria circostante.

 

Molte le leggende ed ancor di più i racconti suggestivi che narrano della scoperta dell’utilizzo delle foglie del tè.

 

In Cina la leggenda narra che nel 2737 a.c., durante un “regale pisolino” all’aria aperta dell’imperatore Sh’eng Nung, alcune foglie trasportate da unaleggera brezza, si posarono all’interno di un crogiolo colmo d’acqua calda, poco distante. L’imperatore, incuriosito ed attratto dall’aroma scaturito da tale infuso, ne bevve una tazza, e poi un’altra ed un’altra ancora, al punto di mandare il proprio servo a raccogliere più foglie. Nacque così una nuova bevanda

 

I buddisti invece, riferiscono che sia stato Bodhidharma, monaco indiano, che oltre ad introdurre in Cina la forma del buddismo zen, “diede” origine alla pianta de tè. Addormentatosi durante la meditazione, non si perdonò la debolezza e si asportò le palpebre in segno di punizione: il punto in cui le gettò a terra fu il punto in cui nacque la prima pianticella a cui coincide la forma della foglia e il cui infuso è la base del sostentamento dei monaci per le ore di meditazione.

 

In realtà il percorso cronologico della scoperta della pianta del tè è immerso nell’antichità cinese dove inizialmente si preparava come un decotto e conservato in panetti compressi. La richiesta di tè era molto intensa e lo dimostrano documenti attestanti il baratto, il cui controllo era sotto le gerarchie dell’esercito imperiale, del tè con i cavalli mongoli. Inoltre per favorire la coltivazione venne anche ridotta drasticamente la tassa sul raccolto.

 

Lentamente si diffuse l’uso e la conservazione del tè sfuso e fu proprio in questa sua forma che raggiunse l’Europa.

 

È da Venezia che ci arriva la prima testimonianza sul tè. Il veneziano Giovanni Battista Ramusio storico e linguista, tradusse in italiano vari resoconti di viaggiatori stranieri provenienti dall’oriente, dove in circostanze curiose venne a scoprire dell’alta considerazione che i cinesi avevano di una pianta chiamata “Chiai Catai”.

Il carattere cinese utilizzato per indicare la pianta del tè in cinese chà ha subito molte traslazioni talvolta dialettali, altre indicative della via che percorreva il tè per raggiungere la destinazione; così la parola tè sarà anche cha, chai, tea, Tee, thé, caj e l’ideogramma cinese ne indica la sua attitudine dell’unione fra uomo e terra.

 

 

In cooperazione con Amazon.it

Lascia un Commento